All’ inizio degli anni 80’ in italia scoppiava un ballo denominato “BREAK DANCE”,faceva seguito ad una nuova cultura sub-urbana proveniente dagli Stati Uniti, un insieme di espressioni artistiche create dalla comunità Afro-Americana del nord America,questa cultura agglomerava gli inespressi dei quartieri meno abbienti e dava loro l’opportunità di far uscire la loro voce,i loro disegni,le nuove movenze dei ghetti fatti di delinquenza e rabbia.
Nel 1982,un mio cugino + grande formò un gruppo di amici che, come di moda in quegli anni,iniziava a muovere i primi passi col breaking riscuotendo un discreto successo all’interno di trasmissioni televisive private che offrivano ai giovani ballerini la possibilità di sfidarsi x poi vincere una seconda apparizione al programma…io frequentavo spesso la compagnia di mio cugino e iniziai ad appassionarmi a quei ritmi e a quel ballo tanto che gli regalai la musicassetta di BREAK MACHINE che cantavano Street Dance, fu dei miei primi acquisti in fatto di musica.
Qualche anno dopo vidi un film Rapping Hood , la storia del famigerato bandito di Sherwood in chiave
pos-moderna,da lì mi appassionai al rap,questa forma di espressione mi fece breccia nell’anima. Iniziai a interessarmi di più al genere anche se in quegli anni (84-85) non erano molte le notizie sugli artisti (erano pochi i dischi che con fortuna si riuscivano a trovare)fino all’86 quando ascoltai la prima volta RUN DMC & LL COOL J. Dopo aver ascoltato i loro album decisi di provare a scrivere qualche rima per misurare le mie capacità di rapper “neonato”,e mi resi conto che ce l ‘avrei potuta fare! Così iniziò la mia storia…decisi di adottare come nic-name space one xchè lo spazio mi ha sempre interessato e one xchè ero il primo ad utilizzare quel nome. Iniziai a frequentare il “MURETTO” trovandomi proiettato nel cuore dell’hip hop milanese e italiano. Dopo anni di esperienza venni ingaggiato per sostituire un mio amico nel provino di un disco HIP-House dal titolo: African Business. Venni convocato da due produttori, mi fecero ascoltare il brano chiedendomi se pensavo di avere qualcosa che potesse starci bene come testo aritmicamente,risposi di si ed iniziai la sezione live. Riscossi il mio compenso 500000£ che per un diciassettenne non erano affatto male. Non seppi più nulla dell'uscita del disco, intanto mi diplomai e andai in vacanza cercandomi un posto come cameriere, questo mi portò a fare numerose amicizie soprattutto con gli olandesi. Con i soldi guadagnati in estate decisi con un mio amico di andare a trovare questi amici in olanda così ci ritrovammo in una discoteca di S’Hertogenbosh dove sento un disco familiare…ero io!vado in consolle dal dj e gli dico che stava suonando il mio pezzo,e questo decise di farmi esibire semi-live davanti a tutti! Era la mia STRADA! Il disco finì al numero 1 nelle classifiche dei più ballati in Inghilterra, classifiche europee e quant’altro. Fui contattato da MOLELLA x un pezzo suo e di Maurizio Pavesi intitolato: BIT MAX just dance for me. Un altro successone! L’house music che incalzava in quegli anni aveva trovato un’altra direzione col rap che spopolava tra i
giovani, la mia formula in inglese era migliorata dopo la scuola al punto di fare girare strane voci sul mio conto,la gente pensava fossi italo-americano ma che vivessi qui… Si creò un certo interesse su questa specie di leggenda urbana,anche perché io registravo solo x i soldi non mi interessavo della promozione in alcun modo volevo apparire in pubblico cantando su della house quando le mie convinzioni da bee boy senza testa mi rendevano schiavo dei preconcetti.Il brano di Molella era diventato un tormentone su radio deejay e il mio numero di telefono arrivò nelle mani di
ALBERTINO. Una sera a casa mi chiama mia madre dicendomi che al telefono qualcuno mi cerca e dice di essere ALBERTINO DI RADIO
DEEJAY, io penasi ad uno scherzo risposi al telefono e dubbioso chiedendo chi fosse, mi rispose: “albertino di radio dj”al che io :”dai cazzone chi
sei? sei zippo che mi fa uno scherzo? ”e così x + di cinque minuti, quando realizzai che non era uno scherzo! Mi propose di scrivere un pezzo intitolato “4pace4unity” e avrei firmato il mio primo disco come autore del testo,la paga era tripla e il successo assicurato! E fu anche il primo disco dove compariva il mio nome SPACE ONE bene in evidenza!!fu il botto…
Con la Gig promotion e il mondo di radio deejay partì il progetto di un album tutto per me,ma gia li parecchi compromessi per commercializzare i pezzi e nessuna voce in capitolo per le decisioni sull’immagine ecc…fecero si che non andassi molto fiero di quel lavoro.Si chiamò “EVERY KINDA RAP”,ancora oggi sotto tanti aspetti rimane uno scempio,non per i testi ma per le basi e il resto.
Superai anche questa fase,mi reclutarono nell’esercito per un annetto e misi fine alle storie con la house ritornando alle radici, sperimentando il rap in italiano che finalmente prendeva piede,storielle arzigogolate e divertenti che scrissi nel periodo di “NAJA”forse anche per distrarmi dalle cazzate che mi facevano far fare in caserma. Al ritorno dal militare trovi comunque i tuoi vecchi amici,che iniziai a frequentare,e con loro costruii la fase più duratura della mia vita. Di fatti iniziai a girare con gli “ARTICOLO”che Albertino cominciò a passare alla radio anche grazie ad un mio suggerimento e lanciò come fenomeno del decennio la canzone del “pennello”. In quegli anni c’erano stati scazzi ad una manifestazione musicale con alcuni gruppi hip hop dell’epoca e Albertino mi chiedeva pareri sui gruppi underground perché voleva assicurarsi di suonare solo gruppi di bravi ragazzi e non
sciammanati. Da lì in poi abbandonai il rap in inglese per dedicarmi solo a quello in italiano che aveva preso la sua forma definitiva e iniziava a funzionare anche
radiofonicamente. Nell’anno seguente,mentre lavoravo a costruire metriche,sbarcavo il lunario lavorando come P.R all’ex
LIZARD; ero già inserito nei club Milanesi ed era un piacere occuparmi di modelle, così feci. Alla fine di quell’anno mi fidanzai e mi trasferii a MIAMI a vivere per 6 o 7 mesi, la mia relazione ad un certo punto finì e mi ritrovai squattrinato e col solo biglietto di ritorno,avevo accettato lavori umili e poco redditizi,vivevo in motel squallidi e a volte non avevo neanche i soldi x comprare le sigarette,decisi di rientrare in italia dove nel frattempo gli amici che avevo lasciato erano un fenomeno nazionale,sulla bocca di tutti se non meglio in ogni autoradio e in ogni radio. Mi ripresi dalla brutta esperienza anche grazie a loro,iniziarono il loro primo mini-tour e li seguii anche io con l’unica mansione di uscire incappucciato sul palco e mostrare il numero 31 con le mani. Da lì il sodalizio,da lì il successo,da lì una nuova vita. Era il 1995/1996.
Nel frattempo collaboravo con FABIO B. sulla produzione del mio primo album in italiano avevamo abbozzato qualche cosina da fare sentire in giro,ovviamente uno dei primi ad ascoltare il demo fu FRANCO GODI.
Con Franco si parlò di produrre un album,mi misi al lavoro con Jad per le basi e ne uscirono “So Funk” “Il Guardiano Del Funk” e di seguito l’lp “TUTTI CONTRO TUTTI”con “Profumi Di Strada”, “Hei Deejay” e “Latin Lover 2”.
Il titolo dell’album parlava chiaro era un tutti contro tutti,ognuno si sentiva nella posizione di poter sparlare liberamente dei propri colleghi del panorama hip hop quando il segreto magari,invece di disgregare,era quello di unire;fu così che col passare degli anni le cose peggiorarono a tal punto da far passare la voglia alle emittenti radiofoniche di suonare brani hip hop e alle tv musicali di trasmettere video. Oggi quegli stessi “puristi” vagano senza lavoro o occupati in altri affari chiedendosi cosa sia andato nel verso sbagliato,tutti in cerca di pace presi dai rimorsi sembrano comportarsi come se non fosse mai successo nulla. Intanto la mia vita aveva preso una piega non bellissima, ero incazzato x quello che succedeva al rap quindi scrissi un album intero di insulti per tutti e pensieri confusi dal marasma che si era creato,evitavo i problemi col divertimento che iniziava a diventare un po’ troppo sfrenato,sesso droga e rock ‘n
roll, ero arrivato al punto di fregarmene di tutto ma di fregarmene anche di me
stesso,finchè decisi dopo un lieve incidente di farla finita per un bel po col distruggermi e iniziai un lungo e tortuoso percorso di ristrutturazione generale, un recupero mentale e fisico. Cancellai tutti i testi che avevo accumulato e riniziaii un nuovo lavoro col senno di poi, ci vollero anni prima del nuovo progetto del quale avrei curato tutto,dalle foto alla copertina dalle basi ai testi ecc…
Esce il “CANTASTORIE” una raccolta di brani divertenti e meno con un messaggio per le nuove generazioni e il Concept di riportare il rap ad una forma di racconto (story telling)scendendo a compromessi con l’ ormai avverso mondo discografico avverso al genere, ma anche quest’ultimi ebbero poco successo x far breccia negli air players radiotelevisivi.
Quindi deluso promisi di abbandonare la musica e dedicarmi ad altro, scrissi un format televisivo per un programma musicale e ho appena terminato una sceneggiatura cinematografica della quale vorrei dire poco. Vi darò la lieta notizia se tutto andrà in porto come spero…
Nel frattempo mi dedico ai live con gli articolo come sempre, ci vedremo presto…
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